Per MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Giovedì 28 Marzo – 18.30 è stato realizzato il talk di presentazione del progetto: La botanica sociale di Silvia Cini, tra pratica artistica ed environmental humanities.
Silvia Cini è in dialogo con Umberto Mossetti curatore Orto Botanico ed Erbario | Sistema Museale di Ateneo – Università di Bologna e Riccardo Venturi, critico e storico dell’arte, docente presso École des Arts de la Sorbonne. L’incontro è moderato da Alessandra Pioselli, curatrice del libro e dei talk del progetto, lo introduce Lorenzo Balbi direttore di MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna.
Silvia Cini pone come centro della propria pratica artistica l’ecosistema, prendendone in analisi specifici elementi e compiendo una trasposizione simbolica nei rapporti interpersonali e sociali, come per la simbiosi tra orchidee e ife dei funghi, che diviene metafora del mutuo appoggio. L’agire artistico diviene indagine botanica e geologica, studio del terreno, della pietra, delle argille, dando voce a una storia plurale e non solo umana, ma interspecie, fatta di tempo, rovine, memoria dello spontaneo e del selvatico.
Il lavoro di ricerca e mappatura delle orchidee spontanee che crescono nelle aree metropolitane costituisce il centro generativo di questo progetto di Silvia Cini – che ha avuto la sua prima tappa espositiva all’ELTE Botanical Garden di Budapest – e diviene la chiave per approfondire con i partecipanti al talk alcune questioni emergenti: le implicazioni della rilettura dal punto di vista botanico dei contesti urbani e dell’antropizzazione del paesaggio, nonché degli immaginari che germinano attorno alla flora selvatica negli intrecci tra arte contemporanea e rappresentazioni scientifiche.
La comparazione tra orchidee europee geofite – che affondano le loro radici nel terreno – e orchidee tropicali epifite – che si appoggiano alla corteccia degli alberi senza succhiarne la linfa come parassiti, ma “abbracciandoli” – sarà il punto di inizio per evocare la metafora di queste straordinarie piante, che compiono il loro ciclo vitale solo se nella possibilità di essere in simbiosi con altri viventi. Allo stesso modo le orchidee europee possono vivere solo attraverso il rapporto simbiotico con determinati funghi contenuti nel terreno, sottolineando la relazione tra il visibile e il non visibile dei rapporti di cooperazione che portano alla convivenza. Sotto altri aspetti le orchidee tropicali coltivate vengono comunemente vendute costrette dentro a dei vasi, per riprodurre lo standard visivo a cui il grande pubblico è abituato. Questo è uno degli infiniti spunti per riflettere sul retaggio di una mentalità coloniale tanto radicata da portare a non riconoscere la bellezza di ciò che non siamo abituati a vedere.
Come spiega l’artista: “C’è chi cerca orchidee spontanee, io le incontro e nell’incontrarle il fascino di queste minuscole piante capaci di riprodurre la forma, il colore e l’odore di un animale a loro legato per l’impollinazione e del quale mimano la femmina pochi giorni prima che questa entri in calore, mi ha distratto dal rumore del mondo. Perché́ in loro, il messaggio silenzioso della natura, direi l’urlo silenzioso della natura si cristallizza in forma e questa che io percepisco talvolta zoomorfa altre antropomorfa, mi lascia inerme a cercare risposte sul dialogo interrotto tra regni.”
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Giovanni Minzoni, 14 – 40121 Bologna
http://www.mambo-bologna.org/
L’evento sarà, inoltre, in diretta sul canale YouTube MAMbo Channel.